ACEA PINEROLESE PREMIATA A ROMA DA LEGAMBIENTE PER IL SUO IMPEGNO IN TEMA DI ENERGIE RINNOVABILI

ACEA PINEROLESE PREMIATA A ROMA DA LEGAMBIENTE PER IL SUO IMPEGNO IN TEMA DI ENERGIE RINNOVABILI

Acea Pinerolese Industriale è stata premiata, ieri, martedì 27 novembre 2018, all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma da Legambiente

L’Ing. Francesco Carcioffo, AD di Acea Pinerolese Industriale ritira il premio RinnovAbili

per il suo impegno sul territorio a favore dello sviluppo delle Rinnovabili.

L’Ing. Francesco Carcioffo, Amministratore Delegato dell’azienda ha ritirato il premio per l’impegno e l’opera a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, trasformando i rifiuti organici di 1 milione di abitanti in energie rinnovabili termica ed elettrica, biometano e compost di qualità.

La cerimonia si è svolta in occasione della Presentazione del Rapporto Comuni Rinnovabili 2018 di Legambiente e della mostra itinerante ad esso collegata, durante l’XI Forum Nazionale Qualenergia. Il modello di Economia circolare di Acea Pinerolese, rappresentato nel rapporto di Legambiente, è una storia del territorio che innova e che ha trovato soluzioni impiantistiche eccellenti per dare risposte concrete al contrasto dei cambiamenti climatici e allo sviluppo di un modello di società sempre più fondato sul riuso e sulla valorizzazione di quelle risorse, erroneamente definite rifiuti.

 

Al Polo ecologico Acea è possibile recuperare interamente il biogas prodotto dalla fermentazione dell’organico, attraverso un metodo naturale che nell’ambiente chiuso, privo di ossigeno (anaerobico), di grandi silos riproduce quanto avviene in natura. Si evita così la dispersione di gas in atmosfera come avverrebbe invece con sistemi di compostaggio solamente aerobici.

Il biogas viene utilizzato dai motori di cogenerazione e diventa energia rinnovabile elettrica e termica per teleriscaldare e può anche essere valorizzato a biometano per favorire una mobilità sostenibile o per l’uso domestico per riscaldare o cucinare. Il biometano viene prodotto, grazie a un impianto di valorizzazione che è stato il primo realizzato in Italia nel 2014 ed è attualmente in corso di potenziamento per produrre a regime oltre 2.500.000 metri cubi all’anno che verranno immessi in rete.

 

Ma non si fermano qui i prodotti ricavati. In un’ultima e seconda fase aerobica di compostaggio, il fango ottenuto al termine della fermentazione nei silos viene miscelato agli sfalci di potatura e matura per 3 mesi circa, diventando compost di qualità comprato da floricoltori e orticoltori piemontesi, liguri e lombardi. In questi mesi il compost viene particolarmente impiegato nelle risaie del vercellese.

 

 
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